Giradischi a trazione diretta o a cinghia, con braccio automatico o manuale: differenze

La scelta di un giradischi dipende dalla convergenza di più parametri che, messi insieme, ne determinano il livello di qualità. I migliori giradischi in commercio si possono toccare con mano sul portale dedicato www.giradischimigliore.it. Oltre ai fattori di selezione standard, giocano un peso determinante aspetti tecnici come la trazione. In questo senso i giradischi in commercio sono classificabili in due categorie: a trazione diretta e a cinghia, nell’un caso o nell’altro con un vasto assortimento di top di gamma sul mercato. Va detto, però, che i produttori più noti e affermati optano per i giradischi a cinghia per il fatto che assicurano un maggior grado di isolamento fra motore, piatto e testina. Di contro, la trazione diretta ha il vantaggio di azzerare di fatto ogni interferenza e vibrazione, per quanto raggiungere questo obiettivo richiede l’impiego di sistemi e tecniche onerosi che poi si riflettono, inevitabilmente, sui prezzi al consumo, tanto che un raffronto fra le due tipologie sulla base dei costi premia di gran lunga i modelli a cinghia.

Altra distinzione, forse la principale, è fra modelli manuali e automatici. Si fa riferimento al movimento del braccio mobile da spostare per posizionare l’ago o stilo nel solco del disco, una mossa che può avvenire con un meccanismo automatico o fatta a mano. Nei bracci automatici lo stilo viene sollevato e calato sul vinile automaticamente per poi tornare al suo posto da solo una volta terminato il brano. Diversamente, nei giradischi a braccio manuale si deve posizionare e togliere l’ago spostando manualmente la periferica, se si sbaglia il disco si riga ma non c’è paragone per l’emozione tattile che si prova ad azionare il suono.

Tecnicismi a parte, la scelta di un giradischi è un fatto emozionale, un qualcosa che si avverte a pelle, una sintonia che sposa valutazioni razionali a fattori emotivi. L’ultima parola, pertanto, spetta all’acquirente, che decide sulla base di una diagnosi oggettiva, ma anche e soprattutto guidato dal cuore e dall’istinto. È una questione di orecchio, di sensibilità e amore per la musica che fa cogliere sfumature spesso difficili da percepire e riconoscere, ma che non sfuggono all’audiofilo. Pertanto, a meno che non si sia neofiti o a digiuno di musica, l’acquisto di un giradischi non è mai casuale.